Vai al contenuto
Avias

Blog · 16 settembre 2026

Ogni quanto fare la termografia su una linea MT? La cadenza giusta

Termografia elettrica — pagina servizio

“Una volta all’anno va bene?” È la domanda che sentiamo più spesso, e la risposta corretta è: dipende da tre fattori, non da una regola fissa uguale per tutte le reti.

Fattore 1: criticità del servizio

Una linea MT che alimenta un ospedale, un sito produttivo continuo o un’area densamente popolata ha un costo di disservizio molto più alto di una linea rurale a bassa densità di utenza. La cadenza dovrebbe riflettere questa asimmetria: più critico il servizio, più frequente il controllo.

Fattore 2: età e stato noto dell’infrastruttura

Componenti installati da oltre 20-25 anni, o tratte con uno storico di guasti o anomalie già rilevate in passato, giustificano una cadenza più stretta rispetto a infrastrutture recenti senza precedenti critici.

Fattore 3: condizioni ambientali della tratta

Zone costiere (corrosione salina), aree con forte escursione termica, tratti soggetti a carichi di vento o ghiaccio elevati: tutti fattori che accelerano il degrado dei componenti e giustificano controlli più ravvicinati rispetto a una tratta in ambiente stabile.

Le cadenze tipiche del settore

  • annuale — la cadenza più comune per reti di distribuzione MT in condizioni normali, sufficiente a intercettare la maggior parte delle evoluzioni di anomalie resistive prima che diventino critiche
  • semestrale — per tratte ad alta criticità di servizio o con storico di anomalie
  • pluriennale (2-3 anni) — accettabile solo per tratte a bassissima criticità e senza precedenti, spesso in combinazione con ispezioni visive più frequenti

Il segnale che la cadenza attuale non basta

Se una campagna termografica rileva ripetutamente nuove anomalie P1 in punti non segnalati nella campagna precedente, è un indicatore che la cadenza andrebbe stretta, non che “va tutto bene perché comunque le troviamo”. Il valore della termografia periodica sta nell’anticipare il guasto, non nel documentarlo dopo che è già evidente.

Come si struttura un piano a cadenza mista

Le reti più efficienti non applicano la stessa cadenza a tutta l’infrastruttura: segmentano per criticità, applicando controlli più frequenti sulle tratte e le cabine ad alto rischio e cadenze più ampie sul resto, ottimizzando il budget di ispezione senza rinunciare alla copertura.

Se non hai mai definito una cadenza esplicita per la tua rete, il modo più semplice per iniziare è una prima campagna completa: da lì, i dati raccolti (numero e gravità delle anomalie per tratta) diventano la base per costruire un piano a cadenza differenziata.