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Avias

Blog · 26 agosto 2026

Hot spot nei pannelli fotovoltaici: cause, rischi e come si trovano

Ispezione fotovoltaico — pagina servizio

Un hot spot è un punto di surriscaldamento localizzato su una cella o un gruppo di celle fotovoltaiche: non è un guasto che spegne l’impianto, è un difetto che lo fa produrre meno, spesso per anni, senza che nessuno se ne accorga finché non lo si cerca apposta.

Perché si forma un hot spot

Le cause più comuni sono tre:

  • celle in ombreggiamento parziale — foglie, sporco, escrementi di uccelli o ombra da strutture vicine costringono la cella a dissipare energia invece di produrla
  • micro-crack e difetti di fabbricazione — fessurazioni invisibili a occhio nudo che compaiono già in produzione o durante il trasporto/installazione
  • diodi di by-pass ceduti — quando un diodo non entra in funzione come dovrebbe, l’intera stringa di celle a valle lavora in condizione anomala

Perché è un problema anche se l’impianto “funziona”

Un modulo con hot spot continua a produrre energia: il contatore gira, la bolletta migliora, e per questo il difetto passa inosservato. Ma il rendimento è inferiore al nominale, e nel tempo l’area calda accelera il degrado del laminato, aumentando il rischio di guasto permanente o, nei casi più gravi, di innesco termico. Su un impianto da 1 MWp, una perdita permanente dell’1% vale indicativamente 1.500-2.000 €/anno di mancata produzione.

Come si trova un hot spot dall’alto

La termografia aerea rileva la differenza di temperatura tra la cella anomala e quelle circostanti, con una precisione che arriva al singolo modulo e, in condizioni ottimali, alla singola cella. Il volo automatico su traiettoria a fila copre l’intero campo in una sessione, molto più velocemente di un tecnico che cammina tra le file con una termocamera portatile.

Cosa fare quando si trova un hot spot

Non tutti gli hot spot richiedono lo stesso intervento:

  • da sporco/ombreggiamento → pulizia o potatura, intervento a basso costo
  • da micro-crack → monitoraggio nel tempo, spesso in garanzia se l’impianto è recente
  • da diodo ceduto → sostituzione mirata del componente
  • da degrado esteso della stringa → valutazione economica su sostituzione vs tolleranza della perdita

Un report termografico utile non si limita a segnalare “punto caldo”: classifica la causa probabile e la priorità, così il team O&M sa dove intervenire per primo.

Se gestisci un parco fotovoltaico e non hai mai fatto un controllo termografico completo, la prima campagna è spesso quella che scopre più valore: molti impianti operano anni con perdite dell’1-2% considerate “normali” che invece sono difetti risolvibili.