Vai al contenuto
Avias

Blog · 27 agosto 2026

DM 578/2020: cosa dice sulle ispezioni di ponti e come si inserisce il drone

Ponti e viadotti — pagina servizio

Il Decreto Ministeriale 578/2020 (Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti) ha ridefinito il modo in cui i gestori di infrastrutture devono programmare le ispezioni. Vale la pena capire cosa prescrive davvero, prima di valutare dove uno strumento come il drone aiuta e dove no.

I livelli di ispezione previsti

Il quadro normativo distingue diversi livelli di dettaglio ispettivo, dal censimento generale fino all’ispezione ravvicinata degli elementi strutturali. In sintesi:

  • ispezione a vista/di primo livello — rilevamento generale, spesso su base periodica ravvicinata
  • ispezione di livello superiore — analisi ravvicinata dei singoli elementi (impalcato, pile, spalle, apparecchi di appoggio), con classificazione dei difetti
  • monitoraggio strumentale — dove il rischio lo richiede, sensori e rilievi ripetuti nel tempo

Dove il drone dà un contributo reale

Il drone non sostituisce l’ispezione ravvicinata prevista dalla normativa per gli elementi critici (giunti, appoggi, cavi), ma è particolarmente efficace per:

  • copertura sistematica dell’intera geometria — impalcato, piedritti, pile, intradosso — in poche ore invece che giorni di ponteggio
  • documentazione fotogrammetrica georeferenziata — ogni difetto (fessurazione, distacco, efflorescenza) misurato e localizzato, confrontabile nel tempo
  • accesso a zone difficili — sotto l’impalcato, su spalle sopra corsi d’acqua, senza interruzione del traffico
  • prima mappatura per pianificare gli accessi ravvicinati — sapere dove concentrare le risorse di ispezione fisica, invece di campionare a caso

Dove il drone non arriva

Ci sono limiti onesti da dichiarare:

  • zone celate da elementi strutturali (sotto giunti, interno di cavità) restano fuori portata visiva
  • le prove di tenuta, i saggi di carbonatazione e le verifiche di laboratorio richiedono comunque accesso diretto
  • la diagnosi strutturale finale è sempre responsabilità dell’ingegnere incaricato, non del rilievo fotografico

Come si integra in un programma di gestione ponti

I gestori più organizzati usano il drone come strato di “sorveglianza estesa” tra un’ispezione ravvicinata e l’altra: un rilievo fotogrammetrico annuale o semestrale che intercetta l’evoluzione dei difetti già censiti e segnala anomalie nuove, prima della scadenza dell’ispezione di livello superiore prevista dal decreto.

Se gestisci un parco ponti soggetto al DM 578/2020 e vuoi capire dove il rilievo aereo si inserisce nel tuo programma di ispezione, partiamo da un caso pilota su una singola struttura: il confronto tra il metodo attuale e il dato fotogrammetrico parla da solo.