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Avias

Blog · 30 agosto 2026

Censimento amianto in copertura: cosa devono fare le imprese

Coperture e amianto — pagina servizio

Molte imprese proprietarie di capannoni sanno di avere una copertura in cemento-amianto ma non hanno mai fatto un censimento formale. Vale la pena chiarire cosa richiede davvero la normativa e cosa comporta rimandare.

Il quadro normativo, in sintesi

La Legge 257/1992 ha vietato l’estrazione, l’importazione e la lavorazione dell’amianto in Italia, ma non impone la rimozione automatica dei manufatti già installati: impone la gestione del rischio. Le Regioni, attraverso i propri Piani Regionali Amianto, richiedono alle imprese proprietarie di edifici con manufatti in cemento-amianto (MCA) — tipicamente le coperture in “eternit” — di censire la presenza e lo stato di conservazione del materiale, spesso tramite autodichiarazione alla ASL/ARPA territorialmente competente.

Cosa significa “censire” in pratica

Un censimento MCA richiede, come minimo:

  • individuazione delle superfici interessate (m² di copertura)
  • valutazione dello stato di conservazione (integro, deteriorato, friabile)
  • documentazione fotografica datata
  • classificazione del rischio secondo gli indici previsti dalle linee guida regionali (es. indice di degrado)

Perché il rilievo aereo aiuta

Salire su un tetto in cemento-amianto per fotografarlo comporta un rischio non trascurabile (fragilità del materiale, rischio di caduta) e, paradossalmente, può rilasciare fibre se il manufatto è già deteriorato. Il drone documenta l’intera superficie senza calpestarla:

  • ortomosaico ad alta risoluzione dell’intera copertura
  • mappa delle zone con evidenza di degrado (lastre fessurate, muschio, ristagni)
  • scheda con superfici per tipologia di manufatto, pronta da allegare alla pratica

Cosa il drone NON sostituisce

La classificazione ufficiale del materiale (conferma che si tratti effettivamente di amianto, e la sua pericolosità) richiede analisi di laboratorio su campione, eseguita da tecnico competente. Il rilievo aereo raccoglie e sistematizza le informazioni visive; la valutazione tecnica finale resta di competenza del professionista incaricato — spesso proprio a partire dalla documentazione fotografica che forniamo, che riduce drasticamente il tempo di sopralluogo fisico necessario.

Cosa rischia chi rimanda

Oltre alle sanzioni amministrative previste dalle normative regionali per l’omesso censimento, il rischio concreto è economico: un tetto in amianto non censito non può entrare in trattative di vendita, rifinanziamento o polizza assicurativa con la dovuta trasparenza, e un degrado non monitorato peggiora nel tempo fino a richiedere una bonifica in emergenza, molto più costosa di una programmata.

Se non hai mai fatto un censimento della tua copertura, un volo di rilievo di una giornata è spesso sufficiente per l’intero capannone: ti diamo ortomosaico, scheda superfici e mappa del degrado, pronti per il tecnico che segue la pratica.